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:: Altitudine: 789 mslm :: Superficie: 9,81 kmq :: Abitanti: 353
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Il comune
Che i nostri antenati studiassero con grande saggezza la collocazione dei paesi in cui avrebbero passato la vita lo dimostra Praso, adagiato ai bordi della strada che porta in val Daone, in una posizione felice perchè il suo territorio è baciato per molte ore al giorno dal sole. Arrivando da sud nella Pieve di Bono lo noti subito, a mezza costa, sulla montagna del Dosso dei Morti, punteggiato tutto attorno, nei prati, dalle "ca' da mot", i fienili che un tempo venivano utilizzati per l'alpicoltura ed il taglio del bosco.
Storia e cultura
Praso vive un momento di vera e propria rottura con il passato in occasione della Grande Guerra.
È il 1915 quando nella valle del Chiese il rombo del cannone rompe silenzi secolari: l'Italia dichiara guerra all'Austria e l'esercito entra in valle. Gli Austriaci si ritirano dietro ai forti che costituiscono la linea del Fronte, e Praso viene evacuato verso le retrovie: nelle Giudicarie Esteriori. Il paese, che si trova a ridosso della linea dei forti, viene distrutto da un bombardamento, ad opera dell'esercito italiano. Nell'immediato dopoguerra gli abitanti tornano con la speranza di rientrare nelle loro case, ma si accorgono di dover iniziare la ricostruzione, che avviene però all'insegna del tradimento dell'architettura tipica. Al posto delle vecchie case con i tetti a due spioventi e con i solai in legno sorgono grandi edifici in muratura fino al tetto. Solo nella parte alta del paese, ma in particolare nella frazioncina Sevror, si ritrovano i segni dell'architettura di un tempo. Sevror, con la sua atmosfera da civiltà contadina, capace di instillare una bella dose di serenità, merita una visitina.
Situato sopra il paese, Forte Corno costituisce uno dei più significativi e meglio conservati edifici militari del Trentino Occidentale. Ha un notevole valore storico, oltre che architettonico. Le polveriere sono rimaste intatte, mentre le cucine conservano le grandi cisterne che servivano per raccogliere l'acqua; si possono, inoltre, visitare i cameroni per l'alloggio delle truppe, la camera mortuaria, la sala per il gruppo elettrogeno ed altri spazi che mostrano un'organizzazione militare puntigliosa.
Ambiente e natura
Un tempo (quando il morso della fame era cosa di tutti i giorni) il castagno significava vita: le castagne si mangiavano in alternativa alla polenta o si scambiavano con altri prodotti, o si usavano per l’allevamento di animali (maiali e galline). Oggi questo “pane dei poveri” viene gustato con un buon bicchiere di vino novello nelle lunghe sere d’autunno; oggi nel castagneto si può trovare la serenità sconfitta dallo stress di tutti i giorni.
Quattro passi nei dintorni
Si propongono di seguito alcune delle passeggiate che si possono fare nei dintorni di Praso, scelte principalmente per la semplicità del percorso, oltre che per il loro interesse storico-naturalistico.
Gli itinerari suggeriti hanno un discreto dislivello, consigliamo di percorrerli con tranquillità e spirito contemplativo. Per renderli più sicuri sono stati segnati con dei picchetti colorati.
1. A Sevror e Merlino (sentiero segnato in rosso e bianco) – Tempo di percorrenza : 2.30 ore circa.
Uscendo dall’abitato di Praso si volge lo sguardo verso nord-est trovandovi le cime del gruppo Brenta e sulla destra la cima Cadria con la piana del Carriola. Proseguendo sul tragitto lungo la strada asfaltata si giunge a Sevròr, silente frazione di Praso la cui chiesetta, risalente al 1530, si erge sotto la strada. Ci si arrampica poi lungo una stradina ripida che porta alla località “el Castel” e da qui si prosegue passando al di sopra dell’abitato di Praso; da qui si può godere di un ampio panorama su tutta la conca della Pieve di Bono. Camminando nel bosco si arriva alla località Pasture. Il sentiero, attraverso una suggestiva scalinata di legno giunge al Rio Filòs oltrepassato il quale si va verso Terra Morta. Percorse poche centinaia di metri sulla strada asfaltata, si torna in direzione di Daone. Qui si oltrepassa un bosco giungendo alla località Merlino, sopra l’abitato, per poi scendere lungo una ripida discesa fra le abitazioni di Daone.
2. Al Forte Corno e alla Bastia (sentiero segnato in azzurro) – Tempo di percorrenza: 3 ore circa.
Da Praso a Sevror, poi seguendo la stradina asfaltata “dei pré” si arriva alla valle del rio Revegler e poi ai fienili di Bedue. Superato un panoramico tornante e raggiunto il successivo, si prosegue diritti in direzione di Forte Corno. Si arriverà di nuovo nella valle del Revegler e proseguendo, ai prati del Corno, quindi al Forte. Si proseguirà poi in direzione Sud-Ovest, percorrendo una mulattiera. Dopo circa 5 minuti di marcia, in prossimità di un grande abete rosso si vedrà sulla destra un sentiero. Si proseguirà per questo, per arrivare, in circa mezz’ora, alla Bastia, una costruzione rurale piuttosto singolare. Proseguendo per il sentiero, che scende verso la Ceredina, si arriva sulla strada forestale che, in direzione Nord-Est, porta a Sevror e poi Praso.
3. A spasso nel castagneto (sentiero segnato in fucsia) – Tempo di percorrenza: 2,30 ore circa.
Da Praso si prosegue in direzione Daone per circa 400 metri. Arrivati in prossimità di un bivio si prende la strada forestale che, sulla destra e con indicazione Malga Stabolone, sale. Attraversato il Rio Filos, si prosegue sino al capitello di Merlino. Proseguendo, si prenderà un sentiero erboso che dalla strada all’altezza del capitello, si dirama a sinistra portando nel cuore di un bel bosco di castagni secolari. Più avanti si incontrerà un fienile e poi i ruderi di un altro. Successivamente si arriverà in prossimità di un gran masso fatto a “lama”, con alla base un muretto di sassi. È il “sass de Caresà”, che incombe sull’ abitato di Daone. Si giungerà quindi in un ampio prato, chiamato Nesguil, con al centro una “cà da mot”. Superata questa, dopo una cinquantina di metri, s’incrocerà una strada forestale, che percorsa in discesa, porterà nuovamente al capitello di Merlino e quindi a Praso.
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